DIREZIONE REGIONALE E PROVINCIALE DI SASSARI

DOCUMENTO SUL COMPARTO CHIMICO IN SARDEGNA


DIREZIONE REGIONALE E PROVINCIALE DI SASSARI
DOCUMENTO SUL COMPARTO CHIMICO IN SARDEGNA
La direzione regionale della Sardegna e provinciale di Sassari del Partito
Democratico, riunite congiuntamente a Porto Torres con la presenza di
Stefano Fassina, responsabile del settore economico della segreteria
nazionale del Partito Democratico ha preso in esame la difficile situazione
del comparto chimico regionale e del comparto chimico-energetico di Porto
Torres.
La crisi depressiva iniziata nel 2008 non si è ancora conclusa, almeno per
l’Italia che stenta ad uscirne e a segnare ritmi di crescita simili a quelli di
altri Stati europei a causa della dissennata politica del governo di centro
destra che prima ha negato la crisi e ora, distratto dai problemi del premier,
non affronta le questioni di interesse del Paese e dei cittadini.
Non più di qualche settimana fa Berlusconi prometteva una grande piano di
rilancio dell’economia del Paese ma nessun provvedimento di governo è
stato preso e restano i soliti annunci e le solite promesse mai mantenute.
Né meglio ha fatto il governo regionale, privo di un'idea compiuta di
sviluppo regionale e di un piano di sviluppo industriale in grado di
contrastare il ruolo sempre più marginale che questo settore ha
nell’economia regionale, l’aumento della disoccupazione (nel 2010 sono
stati espulsi dal settore industriale oltre 15.000 lavoratori), in specie quella
giovanile.
Così niente di serio si è fatto per fermare il declino in Italia e in Sardegna
del settore chimico che anche questo ministro, come il suo predecessore
Scajola, dicono strategico senza far seguire a questa dichiarazione nessun
atto conseguente e lasciando ad ENI libertà di azione e di “smobilitazione”.
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Sino all’ultimo annuncio, quello della chiusura del cracking di Porto Torres
sinora scongiurato dalla mobilitazione del territorio.
La Sardegna in questi anni ha difeso strenuamente quel che rimaneva
dell’apparato chimico industriale, ma ora la situazione pare arrivata ad un
punto di svolta.
Siamo a un passo dal possibile tracollo finale, con la chiusura di quel poco
che resta, o dall’avvio di una nuova possibile fase di reindustrializzazione.
E’ il momento della responsabilità, della mobilitazione, delle decisioni che i
governi nazionale e regionale devono prendere per imboccare la strada dello
sviluppo, per difendere i sardi e non subire scelte che rispondano ad altri
interessi che finirebbero per penalizzare ancora una volta l’Isola.
La proposta avanzata in questi giorni da Eni e Novamont per la
realizzazione a Porto Torres, come dichiarato, del più grande polo europeo
di chimica bio, la cosiddetta “chimica verde”, merita in questo grande
attenzione e disponibilità a considerarne tutti gli effetti positivi in termini di
rilancio delle attività del sito di Porto Torres e sul mantenimento e
l’incremento dei livelli occupativi. La chimica verde è un settore innovativo
in forte e duratura crescita di cui l’Italia può diventare leader europeo e
mondiale rientrando da protagonista nella “nuova” chimica.
Il PD quindi prende atto con favore delle dichiarazioni sin qui fatte dai
soggetti industriali coinvolti e attende che gli stessi soggetti presentino con
l’urgenza che la situazione impone un dettagliato e puntuale piano
industriale. Solo l’esplicitazione che può venire da tale impegnativo
documento può rendere chiara ed intellegibile la proposta, al di là di
dichiarazioni convegnistiche, soprattutto su alcuni elementi fondamentali e
sinora non chiari:
a. tempi e modalità e relativi impegni di realizzazione dell’insieme
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degli impianti (7 impianti più la centrale a biomasse più il centro di
ricerche);
b. mantenimento degli attuali livelli occupativi sino al completa
realizzazione del programma;
c. grado di coinvolgimento della filiera agricola a sarda nella
coltivazione delle essenze compatibili di alimentazione degli
stabilimenti e delle centrale biomasse;
d. piano di dismissioni dell’esistente subordinato ai tempi di
realizzazione del nuovo, in modo non penalizzare l’occupazione;
e. piano di coinvolgimento delle piccole e medie imprese dell’indotto
nei nuovi processi industriali;
f. piano di bonifica di tutte le aree comprese nel SIN di Porto Torres
Determinazione e prudenza sono consigliate anche dalla vicenda ancora non
conclusa del passaggio dell’ex Vinyls a nuovi proprietari. Si è accumulato
un notevole ritardo sulla tabella di marcia stilata al ministero dello Sviluppo
Economico per la cessione del ciclo del cloro alla nuova Vinyls, finanziata
dal fondo svizzero Gita, che dovrà rilevare la commissariata Vinyls Italia
spa per la produzione a Porto Torres, Porto Marghera e Ravenna di pvc e
cvm, che nella sola Porto Torres dovrebbe occupare 135 addetti diretti e
circa 270 indiretti.
E’ importante rilevare la presenza del valore aggiunto che è determinato
dall’'integrazione produttiva che esiste tra gli stabilimenti di Porto Torres e
di Assemini il cui legame è strettissimo poiché la produzione del cracking di
Porto Torres è fortemente legata alla filiera del cloro di Assemini; è
condizione essenziale oltre preliminare a qualsiasi altro progetto il riavvio
degli impianti di Porto Torres e Marghera.
A questo dobbiamo aggiungere che le produzioni della raffineria Saras, della
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Polimeri Europa di Sarroch e di Porto Torres, della Sasol di Sarroch, della
Polimeri di Ottana, delle Saline Contivecchi e della Syndial di Assemini,
della Vinyls di Portotorres, sono integrate o integrabili tra loro e quasi tutte
coinvolgono, sotto il profilo della gestione industriale, l'ENI (ad esempio il
sito di Porto Torres produce etilene per quello di Assemini, il quale a sua
volta produce dicloroetano e soda per Porto Torres; a Sarroch si produce
paraxilolo per il sito di Ottana, mentre la Saras, attraverso una rete di
oleodotti, invia e riceve diversi prodotti dagli stabilimenti - Polimeri Europa
e Sasol - del polo chimico di Sarroch).
Una non positiva conclusione della gara per l'assegnazione degli
stabilimenti e il riavvio delle attività produttive del cloro soda avrebbe
conseguenze gravissime su tutto l'assetto produttivo del polo industriale con
effetti di trascinamento nefasti. E' vitale scongiurare tale eventualità, pur
senza rinunciare alla completa chiarezza sul piano industriale e la solidità
finanziaria degli acquisrenti come punto imprescindibile per la vendita degli
asset.
Nel nord Sardegna poi il comparto subisce il mancato rispetto degli impegni
nell’ambito energetico: la multinazionale tedesca E.On, che a Porto Torres
possiede una centrale termoelettrica in cui due dei quattro gruppi
attualmente esistenti bruciano olio combustibile in deroga e per un numero
limitato di ore all'anno, ha ormai da tempo tutte le autorizzazioni necessarie
per la costruzione del quinto gruppo a carbone da 410 megawatt. L' impegno
era stato formalmente assunto da E.On con la giunta Soru e i gli enti locali
del territorio. Chiediamo ad E.On di rispettare il patto sottoscritto e
l'impegno contratto con un territorio che ha sempre mostrato disponibilità ad
agevolare i progetti di crescita della multinazionale energetica e smentire nei
fatti le voci ricorrenti di un suo mutato intendimento circa il polo energetico
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di Fiumesanto, che si teme possa essere inserito nel piano di dismissioni
deliberato dai vertici.
In questo contesto, il Pd ritiene di rivolgere un appello a tutte le forze
politiche, alle organizzazioni sindacali, alle rappresentanze imprenditoriali,
all'università, al mondo della scuola e della ricerca e a tutti i cittadini per il
massimo di coesione, determinazione, impegno per vincere questa battaglia
per il futuro della Sardegna, per il futuro delle famiglie e dei giovani che la
abitano.
Nel rispetto della loro autonomia un appello particolare i democratici
rivolgono al Sindacato, auspicando che le organizzazioni territoriali, che
avevano annunciato lo sciopero generale del territorio per il 25 marzo
prossimo, mantengano l'unità dei lavoratori, condizione necessaria per
conseguire i risultati da tutti auspicati. Occorre che al tavolo del Governo il
territorio arrivi con una sua proposta promossa dalle istituzioni, dalle forze
sociali ed economiche, con l’assunzione di vincoli e impegni precisi da
parte della Regione.
Le Direzioni regionale e provinciale del Partito democratico:
- chiedono alla segreteria nazionale del Partito Democratico di promuovere
una iniziative per la chimica nel Paese promuovendo iniziative parlamentari
e l’organizzazione di una conferenza nazionale della chimica che può vedere
come sede Porto Torres e la Sardegna
- condividono e rafforzano l’iniziativa sinora intrapresa in consiglio
regionale e in parlamento dei propri rappresentanti di verifica degli impegni
presi e di sollecito dei governi regionale e nazionale
- impegnano gli organi del PD, le Amministrazioni, i gruppi consiliari a
sviluppare un'azione incisiva a tutti i livelli per il rispetto degli accordi presi
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da governo nazionale e regionale, da Eni e da E.On, per scongiurare il
tracollo dell'industria in Sardegna e avviare una nuova stagione di sviluppo
e lavoro.
11 marzo 2011