COMUNICATI

Galsi: evitare di confondere illazioni con questioni serie

In queste ore si fa più intensa la polemica sul Galsi, il gasdotto che attraversa la Sardegna e collega l'Algeria con l'Italia.

Galsi: evitare di confondere illazioni con questioni serie Al contrario di quanto si afferma l'opera non nasce con la Giunta Pili ma già il Governo Dalema in sede di intesa stato regione nel 1999 prevedeva l'ipotesi di un approvvigionamento diretto per la Sardegna, come parte di un programma italiano di diversificazione della dipendenza dalle fonti energetiche nato sotto il primo Governo Prodi.
Un obiettivo economico e geopolitico per non restare vincolati al petrolio libico e al gas russo ma anche per portare in Sardegna, unica regione italiana priva di metano, una fonte energetica meno costosa e più efficiente.

Se la Sardegna rinuncia al metano penso faccia un gravissimo errore storico e se non si tiene conto che siamo dentro una fase nella quale la crisi economica impedirà per molti anni nuovi investimenti, significa che sottovalutiamo il problema.

Il primo motivo di contestazione sarebbe che il Galsi porta solo una servitù alla Sardegna perchè non sono previste le connessioni con le reti in via di costruzione nelle città. L'osservazione è vera limitatamente ai finanziamenti che tuttavia possono tranquillamente essere messi a disposizione dal mercato legato ai bacini di costruzione delle reti cittadini in tutta l'isola.
Sono ormai tre anni che sono stati avviati i lavori della costruzione delle reti che toccano sostanzialmente tutti i paesi dell'isola, reti che non sono efficienti se utilizzate con aria propanata o altri gas, rispetto al metano. E l'interesse a farle funzionare con il metano è talmente alto che sono già tre, di cui in costruzione, i serbatoi criogenici per il metano previsti con finanziamenti privati al 100% nell'isola. è sensato dunque che tra il costo di un serbatoio criogenico e un tratto di metanodotto che colleghi il Galsi alla rete di una città il costo sia talmente competitivo da non essere messo in discussione. e se qualcuno ipotizzasse che la costruzione dei depositi criogenici rendesse inutile il collegamento va ricordato che questo sono la migliore assicurazione alla fluttuazione dei costi sul mercato internazionale e che sono strategici sia per il consumo in loco che come semplice appoggio per successivi trasferimenti.

Diverso è il motivo della protesta gallurese, che si oppone alla stazione di pompaggio e insieme presenta la preoccupazione per il danno ambientale del metanodotto in prossimità della costa, la dove insiste un'area sic, protetta dall'Unione Europea.
Sono convinto che Governo e Regione siano molto in ritardo sul necessario tavolo istituzionale con Provincia e Comune per dare risposta alle preoccupazioni per la tutela dell'ambiente e che si possano trovare soluzioni che garantiscano questo piano-
Così come si possono verificare allocazioni differenti delle infrastrutture di supporto al metanodotto. Sono certo che la verifica di queste possibilità potrà consentire di assumere una decisione condivisa evitando che appariamo anche noi attraversati da una sindrome NIMBY di cui non abbiamo bisogno.