Interrogazione 360/A del 29 luglio 2010

L’esercizio della pratica della contenzione nel Servizio psichiatrico di diagnosi e cura n. 1 di Cagliari, la riduzione degli orari di apertura dei servizi territoriali per la salute mentale e sull'attuazione della legge 180 (legge Basaglia), è oggetto di una interrogazione presentata dai Consiglieri regionali Marco Espa, Mario Bruno, Pier Luigi Caria e Valerio Meloni.

Interrogazione 360/A del 29 luglio 2010

L’esercizio della pratica della contenzione nel Servizio psichiatrico di diagnosi e cura n. 1 di Cagliari, la riduzione degli orari di apertura dei servizi territoriali per la salute mentale e sull'attuazione della legge 180 (legge Basaglia), è oggetto di una interrogazione presentata dai Consiglieri regionali Marco Espa, Mario Bruno, Pier Luigi Caria e Valerio Meloni. “Secondo quanto riportato recentemente dalla stampa, sembra si pratichi tuttora la contenzione nei confronti di pazienti ricoverati in trattamento sanitario obbligatorio – si legge nella interrogazione - con i gravi rischi che tale pratica può comportare, oggettivamente, per la vita delle persone, stando all'evidenza di ciò che è purtroppo successo nel passato con la morte di un paziente”. I consiglieri del Pd hanno ricordato che il Servizio psichiatrico è stato recentemente ammodernato, con la riduzione di posti letto, ed è stato aperto un nuovo servizio di diagnosi e cura nello stesso ospedale di Is Mirrionis. “Considerato che negli anni precedenti la pratica della contenzione non risulta sia stata applicata nel reparto – si legge ancora nella interrogazione e, quindi, oggi costituisce evidentemente un problema di ordine strategico e culturale e quindi una pratica (che in tutta Italia viene sempre di più eliminata) che continua a resistere nonostante la positiva trasformazione logistica del reparto, interroghiamo il Presidente della Regione e l'Assessore regionale alla Sanità, per sapere se siano a conoscenza di questa ripresa della pratica della contenzione e quanti pazienti del Servizio psichiatrico di diagnosi e cura n. 1 di Cagliari siano stati sottoposti attualmente e nel recente passato a questa pratica che è di fatto pericolosa per la vita dei pazienti”