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Da “C’era una volta Frattocchie” a ClasseDem!
 
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Lo scorso weekend ho avuto il piacere di partecipare alla prima ClasseDem, la scuola di formazione politica nazionale organizzata dal Dipartimento Formazione del Partito Democratico. Eravamo circa 370 partecipanti: 200 scelti dalle federazioni e i restanti selezionati tra le migliaia di auto-candidature; tutti al di sotto dei 35 anni, ad eccezione di tre ragazzi 17 enni. Io ero una delle poche donne sarde di ClasseDem selezionata dalla provincia di Cagliari, e tendo a precisare che la cosa non mi rende affatto orgogliosa!

È stato un po’ come tornare tra i banchi dell’Università, soprattutto quando il ministro Padoan ha iniziato a trasmettere le sue accurate slides di politica economica illustrandoci un recente rapporto della Commissione Europea e la strategia di governo sulla spesa pubblica, sulle tasse, sull’impatto degli interventi pubblici, sulla occupazione e cosi via. Chiaramente, il ministro non ha annunciato nessun miracolo: si sa, “l’economia è una scienza triste!”, come lui stesso ha affermato. Il Ministro ha posto maggiore enfasi sulla questione del lavoro e sul capitale umano, temi su cui urge un consistente intervento da parte della Unione Europea.  Non è mancata un’analisi comparativa tra il sistema bancario – finanziario americano e quello italiano, per poi concludere con un focus circa la finalità sociale dell’economia di mercato e lo spirito di servizio, che deve guidarci sempre.

E proprio lo spirito di servizio menzionato dal prof. Padoan era perfettamente in linea con il precedente discorso introduttivo dell’ex segretario Valter Veltroni il quale, in maniera paterna, ci ha consigliato di cambiare noi stessi nel tempo, senza mai cambiare chi siamo veramente: “Lasciate che sia la passione, il vostro senso di giustizia e la lotta contro l’indifferenza a guidarvi nel percorso di vita che vi attende”, ha urlato a gran voce. 

Ancor più romantico-filosofica, è stata la lezione di Gianni Cuperlo, il quale ha affrontato il tema della giustizia partendo dalla favola allegorica dei tre bambini che rivendicano il flauto di Amartya Sen. Cuperlo ha affrontato anche il tema dell’immigrazione, ricordando lo storico Giustino Fortunato, uno dei primi a comprendere la minaccia del fascismo. Nel 1911, Fortunato sosteneva che fosse compito dei governi proteggere i suoi concittadini: “anziché sognare imperi e colonie in Africa pensiamo a proteggere, a difendere, sia alla partenza sia nel viaggio e all’arrivo, le migliaia di nostri fratelli i quali non più rassegnati alla fame volontariamente solcano il mare infido”.  Sorge spontanea la domanda: come mai abbiamo perso questa priorità?

Pierluigi Castagnetti ha poi affrontato il tema della democrazia partecipativa e dell’intreccio tra etica e politica, appellandosi a noi giovani per contrastare chi arriva nel partito per convenienza.

Il secondo giorno di ClasseDem è stato altrettanto entusiasmante: fra i relatori, il prof. Melloni, con la sua lezione sulla storia delle relazioni tra Stato e Chiesa, e  la ex ministra Livia Turco, che ha affrontato la questione di genere, il ruolo delle donne in politica e il tema del social welfare.

La mattinata si è conclusa con il saluto del segretario Matteo Renzi  che con il suo spiccato ottimismo si è guadagnato un applauso lungo e caloroso dei giovani democratici in piedi.

ClasseDem è stata creata con l’obiettivo primario di formare una classe di giovani amministratori che coltivi l’identità del partito attraverso la formazione, la ricerca e il confronto, partendo dall’idea che il pluralismo sia una risorsa da valorizzare all’interno del partito.  Questo dimostra che la politica non è solo organizzazione di strutture e selezioni di candidature. Se la vedessi in questo modo probabilmente mi ritirerei, in quanto lo troverei noioso e poco stimolante!

Ritengo sia coraggioso che il partito democratico investa in maniera concreta sui giovani in un periodo storico di crisi identitaria come questo, nonché di distacco dal sistema partitico. Abbiamo bisogno che qualcuno scommetta su di noi e ci accompagni in questo periodo di transizione. In fondo, la politica è una cosa meravigliosa, è una fiamma che si accende e ti accompagna per tutta la vita.  La politica è quella cosa che ti ricorda che sei nata per resistere e non per essere abusata! Come si può restarne lontani?

Max Weber sosteneva che i partiti politici potessero essere essenzialmente “organizzazioni di patronato delle cariche oppure dei partiti che poggiano su una intuizione del mondo, cioè all’attuazione di ideali di tipo politico”, il PD con la creazione di ClasseDem sta dimostrando di essere un partito che intende fornire ai giovani gli strumenti per intuire il mondo con la creazione di una classe di  giovani amministratori che sia in grado di anticipare le sfide del futuro.

Alla prossima lezione.

Cristiana Ferru

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