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Ormai da quattro giorni molti italiani sono incollati ai televisori ed ai siti internet che emanano trasmissioni in diretta dal Senato della repubblica. Questa costanza è dovuta alla curiosità di vedere cadere il governo Prodi sulla finanziaria. Il dottor Berlusconi l’ha previsto da parecchio e continua a ripeterlo. In realtà una previsione analoga l’aveva fatta anche nell’autunno del 2006 ed il Governo Prodi doveva cadere sulla politica estera e sul finanziamento della missione in Afghanistan. Malgrado la defezione del senatore De Gregorio che ha lasciato il centro sinistra per passare con il centro destra il governo Prodi si è salvato. Il dottor Berlusconi ha così spostato le sue previsioni di caduta di Prodi alla finanziaria del 2006: neanche questo è accaduto e nel frattempo il senatore Follini (già Udc) ha avuto modo di aderire al centro sinistra. Naturalmente è stato insultato malamente (ed accusato di avere voluto favorire la carriera della moglie dirigente dell’amministrazione statale). Nessuno si è ricordato che Berlusconi nei confronti dello stesso Follini non è stato né fine né educato. Si ricorderà che lo stesso Follini venne cacciato, come una serva ladra, dal posto di segretario dell’Udc da una indegna congiura orchestrata dallo stesso Berlusconi e che quindi era logico che lo stesso Follini dovesse prima o poi presentare il conto. Aspettiamo con pazienza la caduta del governo Prodi prima della legge finanziaria e di andare ad un esercizio provvisorio che secondo il dio di Arcore sarebbe assai conveniente e farebbe ”risparmiare un sacco di soldi”. È possibile rassicurare gli Italiani che questa frase è stata veramente detta da Berlusconi. In ogni altro paese del mondo un esercizio provvisorio sarebbe un disastro, ma in Italia abbiamo con Berlusconi il più grande statista mai esistito ed in Tremonti il più grande economista di tutti i tempi. Pertanto aspettiamo con fiducia la caduta del governo Prodi e di godere i benefici di un sano esercizio provvisorio. Forse ci caccerebbero dall’Unione Europea però avremmo il vantaggio di rivedere la lira, le svalutazioni competitive, le frontiere chiuse a tutti e tariffe doganali ai prodotti in concorrenza con quelli realizzati in Padania. Senza contare che la guardia di finanza potrebbe riposarsi anziché fare ispezioni a quelli che non vogliono dare i soldi a Roma ladrona, che poi li spreca in sanità, scuole, e servizi pubblici, invece di darli agli imprenditori della Padania. vi invitiamo a visitare il sito www.angeloaquilino.it |
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08/11/2007
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Angelo Aquilino
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