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Su questo stesso sito il 06/08/2007 è uscito un breve pezzo dal titolo: I biocarburanti non sono un buon affare. In sintesi si diceva che impegnare terreni nella coltivazione di cereali, di piante zuccherine (barbabietole e canna da zucchero) per produrre etanolo avrebbe potuto portare ad aumenti di prezzo di derrate alimentari provenienti dai cereali (ad esempio pane e pasta) ed anche al peggioramento delle condizioni di vita delle popolazioni dei paesi poveri. L’aumento dei prezzi di pane e pasta è già desumibile dai banconi dei nostri supermercati. Su "La Repubblica" del 28 ottobre 2007 compare un pezzo dal titolo: Ambiente, l'allarme dell'Onu "Il biocarburante affama i poveri". In questo pezzo Maurizio Ricci riporta la seguente opinione: "Aveva ragione Fidel Castro e torto George Bush: la corsa al granturco per produrre ecobenzina colpisce drammaticamente i poveri. A dirlo, ora, è l'Onu". "Un crimine contro l'umanità" l'ha definito Jean Ziegler, l'inviato speciale Onu per "il diritto al cibo". La situazione è destinata a peggiorare in quanto il presidente Gorge W. Bush ha scelto di incentivare massicciamente l'utilizzo del granturco per biocarburanti. Questo aggraverà la situazione dei paesi poveri ed, a lungo andare, anche quella dei paesi ricchi ed avrà un grave impatto sul clima del pianeta in quanto bruciare etanolo porta alla produzione di anidride carbonica in una misura analoga alla combustione dei prodotti petroliferi. Insomma quando finirà il mandato di questo presidente americano, oltre al numero smodato di morti e di feriti provocati dalle guerre da lui scatenate, bisognerà aggiungere il tremendo impatto sull’economia di iniziative come quella descritta. Giova argomentare che queste iniziative hanno una valenza soltanto elettorale, in quanto avvantaggiano (e solo temporaneamente) gli agricoltori di alcuni degli Stati Uniti, mentre sono una catastrofe per il resto del mondo. Molte persone, in Italia ed altrove, introdurrebbero volentieri nei codici penali dei vari paesi il reato di stupidità molesta con pene dell’ordine di decine di anni di galera (da scontarsi possibilmente nella prigione di Guantanamo tenuta nelle stesse condizioni di adesso) e processerebbero per questo reato quell'individuo. vi invitiamo a visitare il sito www.angeloaquilino.it |
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29/10/2007
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Angelo Aquilino
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