partito democratico                                      della sardegna
Cosa sta succedendo?

     Salve,
premetto che alle scorse elezioni ho votato Prodi e quindi il vostro stimato partito che fa parte di questo governo. Ho votato così perche mi piaceva molto l’intento di aiutare le persone più svantaggiate economicamente.
     Sono da nove anni che lavoro da dipendente come tecnico nel settore Office Automation nella stessa ditta. Attualmente prendo netto in busta 1.000 euro mensili per otto ore giornaliere. Sono single e non ho famiglia.
     Dopo sette anni di fidanzamento mi vorrei sposare, ma … non guadagno abbastanza neanche per pagare l’affitto, mentre la mia ragazza ha finito l’università ora e ancora deve fare altri "praticantati" non retribuiti, chissà ancora per quanto.
     Dopo le tante promesse di questo governo … guadagno la stessa cifra di prima e ho visto crescere solo le spese molto oltre l’inflazione, come quella del bollo auto (ho una Fiat Punto del 1993 e non posso permettermi di cambiarla).
     Cosa sta succedendo?
                                                                                                                        Un vostro elettore pentito


     Carissimo "elettore"
ci fa piacere che ci abbia esposto i suoi dubbi, meno piacere che si sia pentito di aver votato la coalizione che sta attualmente governando il paese.
     Le sue considerazioni, chiare e legittime, sono purtroppo quelle di tanta parte del paese. Sono molti i cittadini che si lamentano della situazione attuale: perchè è difficile trovare lavoro per chi non ce l'ha, e perchè è addirittura difficile mandare avanti le proprie attività in un momento di effettiva difficoltà da noi e in gran parte del mondo economicamente avanzato, come Europa e Usa.
     L'Italia, e con essa la nostra isola, ha avuto un incredibile sviluppo dal secondo dopoguerra, tanto che non è un'esagerazione sostenere che mai la nostra civiltà ha goduto di un benessere così diffuso e generalizzato. Oggi non c'è più il problema del "cosa mangiamo oggi?", ma abbiamo per contro altri problemi che rendono la nostra esistenza ugualmente angosciosa.
     La complessità della civiltà che abbiamo creato, e non parlo di partiti o di coalizioni, ma di tutti quelli che in qualche modo hanno "fatto" il nostro paese, ci ha portati a dover combattere giorno per giorno con bollette, spese indifferibili, tasse, e via dicendo. Se quindi da una parte viviamo in un ambiente civilizzato, godiamo di benefici che mai i cittadini italiani avevano neanche immaginato, dall'altra parte il costo di questo benessere sta diventando una cappa opprimente dalla quale non riusciamo a districarci.
     Io personalmente ricordo ai giovani ragazzi che si affacciano al lavoro che fino all'età di trentotto anni giravo, a turni da contrattare, con l'autovettura di mio padre. Oggi sarebbe inconcepibile. Ogni nuovo dipendente, appena inizia a lavorare, corre a comprarsi un'automobile. Ed è anche giusto. Oggi è così, ma non lo era prima.
     Poi c'è il problema dei beni pubblici: strade, illuminazione, musei, ospedali, cimiteri, fognature, acquedotti, e via dicendo. Ricordo che quando sono venuto in Sardegna, erano i primi anni del 1970, la gran parte dei piccoli comuni dell'interno non avevano nè acqua nè fognature: oggi è un problema che praticemente non esiste. Ma c'è un rovescio della medaglia per tutti questi beni pubblici.
     Infatti le opere comuni non solo vanno fatte, ma vanno tenute in ordine ed in efficienza. Le strade vanno curate e risfaltate, i musei vanno ritinteggiati, le fogne vanno curate, e via dicendo. E tutto questo ha un costo, un grande costo sociale che naturalmente sfugge al cittadino qualsiasi che è per parte sua intento a controllare le sue povere tasche vuote.
     C'è poi il problema delle tasse da pagare: non c'è niente da fare, sono sempre troppe! Ma oltre ad un carico fiscale che anche i politici (Veltroni, Rutelli, Berlusconi, e così via) riconoscono esagerato, oggi sta avvenendo un fatto che in un certo senso mi fa concordare col suo pessimismo.
     I governi di centrosinistra storicamente hanno sempre tenuto la pressione fiscale leggermente più elevata dei governi di centrodestra (anche se questo non è avvenuto con i governi recenti), ma questo modo di agire era solo apparentemente penalizzante. Infatti i governi progressisti hanno rimesso in circolo grosse somme sia per evitare squilibri nei processi economici del paese, sia per calmierare i prezzi e rendere la maggior parte dei servizi alla portata di tutti, con riguardo a chi non è in grado di permetterseli normalmente.
     Oggi questo non sta avvenendo: concordiamo con lei. Le somme incamerate stanno servendo soprattutto per assestare le disastrate casse pubbliche e consentire al paese di risalire la china e mettersi al passo degli altri paesi europei più avanzati. Tutto questo preoccupa soprattutto Prodi ed i suoi ministri economici. Sono persone, quest'ultime, che non amano ingannare il paese e sono abituati a dire le cose come stanno.
     Ma nonostante le difficoltà che lei e moltissimi altri italiani stanno attraversando, sapere di partecipare al risanamento del paese, seppure con qualche sacrificio e molte rinunce, potrebbe farci sentire più uniti e finalmente patrioti di un'Italia che a volte sembra smarrire la propria storica identità.
     Non vorrei farla troppo lunga, ma sono sicuro che ai sacrifici impostici dalla serietà del Governo Prodi farà seguito un periodo di respiro che ci consentirà di guardare con più fiducia e più coraggio il nostro futuro.
     Per ultimo, dopo il nostro scambio di pareri, e senza avere la pretesa di essere all'altezza di giustificare coloro che hanno l'onere di guidare il paese, vorrei manifestare la mia impressione sincera: nonostante tutte le critiche e gli sfoghi che ognuno di noi manifesta, sono sicuro che alle prossime elezioni politiche, al momento di dover mettere la croce sulla scheda elettorale, la nostra coscienza ci costringerà a fare la scelta più giusta. E ad essere premiato sarà chi ha realmente ben agito per gli interessi generali del popolo.
                                                                                                                        Giovanni Corrao

05/09/2007     -     Giovanni Corrao

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