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Ce n’è per tutti. Preoccupato per «l’immobilismo» del Partito Democratico e soprattutto «per il pericolo che si consegni la Regione al centrodestra», Massimo Dadea lancia una sorta di allarme alla coalizione di governo e non risparmia bordate a qualche personaggio eccellente come ad esempio Antonello Soro. «I primi passi del Pd in Sardegna - osserva l’assessore regionale alle Riforme - suscitano viva preoccupazione e un pizzico di delusione». Dadea loda Veltroni: «Grazie alla sua autorevole ed efficace iniziativa politica, al centro della politica c’è il Pd. Ciò ha portato al rafforzamento del governo Prodi e all’avvio di un dialogo a tutto campo sul terreno delle riforme». Diverso, per Dadea, il quadro della Sardegna. «Nell’isola invece sembra che il Pd non sia mai nato. Ci troviamo di fronte, al di là degli sforzi e delle buone intenzioni di Cabras, ad un immobilismo imbarazzante. Ancora non esiste in consiglio regionale il gruppo del Pd; nelle commissioni consiliari l’opposizione più intransigente e spesso più pretestuosa non viene esercitata dal centro-destra; il processo riformatore, dopo la battuta darresto del referendum sulla Statutaria, sembra non interessare più a nessuno. Gli strascichi della dura competizione per le primarie sono palpabili e rischiano di cristallizzarsi in una separazione irreversibile». La sensazione di Massimo Dadea è «che qualcuno stia pensando, in maniera stolta, di logorare e di delegittimare il Presidente e la Giunta regionale per poi coglierne i frutti, ignorando che se fallisce questa esperienza a pagarne le conseguenze non sarà solo Renato Soru e qualche assessore regionale, ma l’intero centrosinistra, con il brillante risultato di riconsegnare la Regione al centro destra». Ecco l’allarme, ora. «Se fallisce questa esperienza di governo - avverte l’assessore regionale - si potranno raccogliere solo macerie. E allora che fare?». Ecco la ricetta: «Bisogna ricostruire, prima di tutto nel Pd per poi allargarle all’intera coalizione dicentro sinistra, quelle sinergie che hanno consentito la nascita della giunta regionale e che hanno permesso di raggiungere nei primi tre anni risultati importanti. Deve prevalere, rispetto alle spinte conservatrici, vedi Consorzi industriali, quella volontà riformatrice e innovatrice, quella voglia di cambiamento che ha posto l’esperienza sarda al centro della attenzione nazionale e internazionale e ha consentito di raggiungere risultati positivi in materia di tutela dell’ambiente, di risanamento della finanza regionale, di riforma della pubblica amministrazione. E’ necessario rompere quel patto sciagurato tra conservatorismi di sinistra e di destra che da trenta anni tira le fila della politica in Sardegna». Infine, un appello. «Soru deve evitare di apparire il Presidente di una parte del Pd ma Cabras e Soro devono decidere da quale parte stare: dalla parte del cambiamento oppure della conservazione e della restaurazione. Ci sono tutte le condizioni per rilanciare l'azione riformatrice della giunta, per riallacciare un dialogo proficuo e costruttivo con le parti sociali, per ricompattare la maggioranza di centro sinistra ma la precondizione è l’unità nel Pd». «Le primarie - conclude Dadea - hanno messo in luce tanti giovani che possono rappresentare un non più rinviabile ricambio di classe dirigente. Più che mai abbiamo bisogno di padri nobili che con la loro generosità favoriscano quel ricambio generazionale che un partito come il Pd non può più rinviare». (a.di.) articolo pubblicato su La Nuova Sardegna del 04/12/2007 |
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04/12/2007
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Massimo Dadea
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