| partito democratico della sardegna |
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Con la presentazione delle liste entra nel vivo l’operazione (ri)costituente del Partito democratico. La scelta di abbinare a tale avvenimento l’elezione del segretario nazionale e delle assemblee regionali, con relativi segretari, rischia però di far passare in secondo piano proprio l’oggetto principale della consultazione prevista per il 14 ottobre, l’elezione di un assemblea incaricata di dare lo statuto al nuovo partito, espressione dunque di quello che la dottrina considera il potere supremo da cui tutti gli altri vengono a dipendere, quello Costituente. Sarebbe però un errore confinare i discorsi sulla Costituente al campo del diritto, ed il richiamo ad alcune date potrà chiarire meglio tale affermazione: la Costituzione spagnola è del 1978, e l’economia spagnola cresce oggi ad un ritmo quasi doppio rispetto al nostro, mentre tassi di crescita ancora più elevati vengono registrati in quasi tutti i paesi dell’Europa orientale, le cui Costituzioni hanno in genere una quindicina d’anni. Lo stesso boom economico di casa nostra ha raggiunto il suo apice nella prima metà degli anni 60, quindi a meno di vent’anni dall’elezione dell’Assemblea Costituente, ed i suoi effetti si sono fatti sentire per almeno un altro ventennio, ed a proposito di ventennio, non va dimenticato come durante quello fascista la compressione delle libertà portò anche alla compressione dell’economia. Potranno anche essere coincidenze, ma per il momento sono date, che forse si possono spiegare tenendo presente come la Costituente sia il momento fondativo dello Stato, e come lo Stato, al pari di ogni altro organismo vivente, funzioni al meglio quando è giovane, ed abbisogni perlomeno di accurati controlli con il passare degli anni, controlli che in questo campo vengono definiti revisioni costituzionali. A questo punto si potrebbe obiettare affermando come il costituire un partito sia cosa diversa dal costituire uno Stato, ma tale obiezione, pur vera nella forma non può essere accolta nella sostanza, sempre ammesso che, visto il radicamento del concetto di costituzione materiale risalente agli studi del Mortati, ci sia ancora qualcuno disposto a sollevarla. I partiti sono infatti parte integrante del sistema costituzionale, ed in quanto strumento di partecipazione dei cittadini alla politica, ne sono anche la parte fondamentale in uno Stato democratico. Da cos’altro se non dalle modalità di funzionamento del partito comunista abbiamo infatti potuto togliere la patente di democraticità all’ex Unione Sovietica ed ai suoi stati satellite? Anche costituire un partito ha dunque rilevanza costituzionale, ma quando si ha a che fare con il potere Costituente, potere che affonda le sue radici nella forza e nella fattualità del diritto, è necessario guardare oltre le classificazioni formali, perché se il termine costituire nasconde in realtà la semplice fondazione di un altro partito, siamo al di fuori di tale potere e molto probabilmente anche dai suoi benefici effetti sul sistema istituzionale. per commentare puoi anche andare su: http://barcongia.ilcannocchiale.it |
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25/09/2007
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Riccardo Delussu
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