partito democratico                                      della sardegna
La pretesa di un'azione di governo più incisiva

     ... "quando si stava peggio", recita un vecchio adagio. Ed è su questo tenore che si sviluppa la risposta che Giovanni Corrao prova a dare al lettore/elettore deluso dall'operato dell'attuale Governo di centrosinistra (Cosa sta succedendo?).
     Le problematiche evidenziate dal lettore/elettore sono oramai una triste e conosciuta realtà per i giovani tra i 25 e i 35 anni (con una tendenza evidente all'aumento della soglia alta di età interessata dal fenomeno). L'inadeguatezza delle retribuzioni, la pressione fiscale che comunque la si giri penalizza chi ha busta paga, l'assurdo costo della vita fra i più alti d'Europa, opprime e deprime le intenzioni di una generazione, quella nata a cavallo del 1980, che sta diventando una vera e propria emergenzia sociale e di conseguenza democratica.
     Corrao nella sua risposta evidenzia l'aumento dei costi pubblici che lo Stato (o le Amministrazioni in senso più ampio) hanno dovuto sostenere negli ultimi trent'anni, dimenticando però che insieme alla spesa pubblica sono aumentati vertiginosamente anche i profitti di diversi settori produttivi italiani, del commercio e soprattutto della finanza (con indici di crescita che nel settore bancario, assicurativo e strettamente finanziario ancora oggi, in un periodo di generale stagnazione, segnano valori record spesso a due cifre).
     Per carità, nessuno vuole negare che i costi "pubblici" siano decisamente aumentati negli ultimi trent'anni, così come è innegabile che quando si parla di bisogni moderni lo si fa in senso relativo e non assoluto. Quello che però probabilmente il lettore/elettore si aspettava da un Governo riformista era un atteggiamento critico nei confronti di questo capitalismo che mal redistribuisce i profitti e che, diciamolo senza remore, in connivenza con una certa oligarchia politica, tende ad allargare in modo preoccupante la forbice tra chi ha (e ha sempre di più) e chi non ha, non può o non può più.
     Forse il lettore/elettore voleva delle risposte concrete sul perché in Italia si pagano i tassi più alti per i prestiti e i mutui, perché in Italia si pagano le RC Auto e il carburante fra i più alti in Europa, perché in Italia il costo dell'istruzione e della sanità non è assolutamente commisurato alla qualità, ed in più l'accesso alle professioni è ancora estremamene "complicato", perché in Italia non si promuove concretamente una cultura della meritocrazia, perché non si parla mai di redistribuzione, perché si parla sempre di sacrifici, e poi la classe politica non affronta in modo serio una sua riorganizzazione che eviti sprechi intollerabili per una nazione al collasso.
     Forse il lettore/elettore ha sperato che Bersani, con il suo Decretone, cominciasse a cambiare le cose, e forse è rimasto profondamente deluso quando ha riscontrato che anche questo Governo è sensibile (eufemismo) a certe pressioni corporativistiche (e confessionali).
     Più in generale il lettore/elettore si aspettava un cambiamento che ancora non è avvenuto, e che sembra non profilarsi nemmeno alla vigilia dell'ennesimo autunno che di caldo avrà soltanto vertenze politicistiche che poco si ripercuoteranno sulla vita quotidiana delle persone "comuni". La mancanza di adeguate risposte a tutte queste domande che si annidano implicitamente nell'accusa del lettore/elettore non si possono liquidare con un generico "i costi pubblici sono tanti e dunque le tasse sono alte - dobbiamo sacrificarci e sentirci tutti un po' più italiani".
     La richiesta, anzi la pretesa di un'azione di governo più incisiva sui temi dei privilegi e della redistribuzione è la risposta, perché l'Italia non è l'unica nazione europea occidentale con dei costi pubblici e dei servizi garantiti, ma è sempre fra le ultime in tema di potere d'acquisto e di giustizia sociale, di qualità e di sviluppo.
     Se ci si limita a fare spallucce, come sembra fare Corrao nel suo articolo, si rischia che alle prossime elezioni invece "di mettere la crocetta dove dice la coscienza" la si lasci nella matita o la si usi su qualche schedina di Superenalotto, che ... non si sa mai!

anche pubblicato su: http://massimomarini.blogspot.com
09/09/2007     -     Massimo Marini

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