| partito democratico della sardegna |
|
|
  C'è una notizia buona e una cattiva. Molto cattiva.   La notizia buona riguarda circa 200 persone che gravitano attorno alle redazioni, sparse in quindici città italiane, del progetto editoriale varato tre anni fa dall'imprenditore sardo Grauso, che finalmente, dopo 2 mesi di incertezze, stipendi non pagati, indifferenza, hanno ripreso il loro lavoro. Dai primi di settembre è tornato infatti in edicola il Sardegna (e con lui tutte le altre testate facenti capo E-Polis, da Napoli a Milano, da Roma a Mestre, per un totale appunto di 15 redazioni), quotidiano semi-freepress considerato a livello europeo uno dei più interessanti esperimenti moderni di editoria.   La notizia cattiva, molto cattiva, è che il nuovo editore della testata è un certo Marcello Dell'Utri. A dire il vero, formalmente il socio di maggioranza sarebbe tale Rigotti, imprenditore comunque nell'orbita di Forza Italia, ma quando nel consiglio di amministrazione siede un personaggio del calibro di Marcello Dell'Utri, a pensare male si fa peccato, ma probabilmente ci s'azzecca.   Giusto per rinfrescarci le idee, un po' di Curriculum Vitae per far comprendere meglio il pessimismo del mio intervento. Dell'Utri Marcello, palermitano di classe '41, ex Deputato - ex Parlamentare Europeo - ex Senatore, fondatore insieme al Cavaliere del Partito Forza Italia, diventa avvocato a Milano dove incontra Berlusconi per il quale fa l'allenatore di una piccola squadra locale. E' amore a prima vista! Nell'arco di vent'anni da dirigente sportivo passa alla direzione della Cassa di Risparmio delle Province Siciliane, per poi diventare Segretario personale di Silvio alla Edilnord, fino alla Presidenza di Publitalia '80, concessionaria di pubblicità televisiva dell'allora gruppo Fininvest. Nel frattempo il nostro trova il tempo per: presentare il pluripregiudicato Mangano al Cavaliere del quale diventa fido stalliere; intrattenersi con Gaetano Cinà, Vittorio Virga, Jimmi Fauci, Gaetano Corallo, tutti mafiosi passati in giudicato (qualcuno di questi è ancora in carcere); beccarsi una condanna (anche questa in giudicato) a due anni e tre mesi per frode fiscale, una di tre anni in appello per tentata estorsione, una di nove anni in primo grado per concorso esterno in associazione mafiosa; ritrovarsi implicato in bancarotta fraudolenta di una società di costruzioni, nonché in traffico di droga proprio con il suo amico Mangano.   Insomma un Curriculum da brividi, freddi (a proposito per le informazioni di cui sopra ringrazio Wikipedia, Travaglio e le Procure della Repubblica di mezza Italia!!!). Per un po' di tempo, proprio per via dei pesanti procedimenti giudiziari in corso, sembrava che Dell'Utri fosse stato lasciato un po' da parte dal Cavaliere, e se non fosse per la sua uscita di qualche mese fa quando asserì - prontamente smentito da storici seri - di essere in possesso di diari del Duce, le cronache politiche e giudiziarie sembravano essersi dimenticati di lui. Ed in effetti un po' di sorpresa questa sua ridiscesa in campo la sta provocando anche nell'area forzista.   Non si capisce se dietro questo "progetto editoriale" ci sia il solito Berlusconi in cerca di espansione egemonica nei media (ancora?!), oppure se si tratti proprio di una iniziativa personale per rinfrancarsi dall'immagine di delfino compromesso del leader della Cdl. Pare infatti che Dell'Utri abbia dalla sua parte un nutrito gruppo di esponenti dell'area liberal di Forza Italia per niente contenti dello spazio che la giovane Brambilla si sta ritagliando nell'area di centrodestra. Dunque questa nuova iniziativa avrebbe l'obiettivo di contrapporre alla strapotere mediatico che la vicenda del Partito delle Libertà sta avendo negli ultimi mesi (e al conseguente peso politico che i Circoli della Brambilla stanno acquisendo), per dirla con Giorgio Melis di Altravoce.net "la creazione di una catena di quotidiani free-pay press da un milione più copie al giorno. Diffusi in tutta Italia. Influenti politicamente ed elettoralmente. Il giornale con tante testate sarà allineato alla politiche della Casa delle libertà: magari in modo più intelligente e insinuante, più elastico e meno sguaiato o settario del Giornale di casa Berlusconi. Cidiellino sì ma forse con più misura, popolare e rivolto all'attenzione di un pubblico variegato, a-politico o anti, da mobilitare. Quelli che in prevalenza non comprano o leggono altri quotidiani e sono diventati meno permeabili e corrivi verso la tv. Uno strumento formidabile che aggiunge una grande potenza di fuoco cartacea all'artiglieria berlusconiana, prevalentemente e troppo televisiva".   Qualunque sia la vera verità (che potrebbe essere anche il risultato di una infinità di combinazioni tra quanto sopra supposto), fatto sta che oggi in Sardegna tre quotidiani su quattro sono allineati faziosamente a destra, e se si aggiunge che La Nuova non brilla certo per attivismo culturale, informativo, di inchiesta, spesso appiattita sulle posizioni del Governatore e dei suoi fedelissimi, lo scenario informativo isolano diventa assolutamente desolante.     Come desolante è l'assordante silenzio (un ossimoro inflazionato ma che rende l'idea) dei politici riformisti sardi che non hanno avuto nulla da ridire su questa acquisizione. Le dichiarazioni rilasciate dalla nuova Proprietà naturalmente mirano ad evidenziare una presunta equidistanza tenuta dai primi numeri dei quotidiani che di fatto per ora hanno confermato in pieno le redazioni. Ma come dice un antico proverbio sardo, is cuaddos si binti a sa torrada, e il nuovo nome di E-Polis - PubbliEpolis, non lascia molto spazio all'immaginazione per capire la piega che prenderà il nuovo prodotto.   Da evidenziare anche l'aspetto forse più negativo di tutta l'intera vicenda: l'assoluto silenzio indifferente nel quale si sono trovati i lavoratori di Epolis durante i due/tre mesi di agonia del giornale. Un silenzio ed una mancanza di solidarietà senza precedenti tra colleghi della carta stampata (persino durante le crisi del Manifesto non tardano ad arrivare attestati di solidarietà da testate giornalistiche di tutti i colori politici), che unita alla indifferenza che ha caratterizzato il progetto di Grauso (niente rassegne stampa, né nazionali né locali ad esempio), non depongono certo a favore di una categoria sempre più politicizzata e sempre meno indipendente.   Ora, da quando la Proprietà è passata di mano, al Tg5 si cominciano a vedere i titoli dei quotidiani E-Polis ... che coincidenza!(?) anche pubblicato su: http://massimomarini.blogspot.com |
|
16/09/2007
-
Massimo Marini
|
|
|
| Copyright © 2007 Pd | |