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Al momento delle sue dimissioni dal posto di ministro della giustizia, il senatore Clemente Mastella, ha ricevuto un numero smodato di attestati di solidarietà provenienti da ogni parte politica. La convinzione espressa dai suoi colleghi parlamentari (a partire da Berlusconi) è che la magistratura e le procure di questa Repubblica, lontani dal seguire il fine di accertare responsabilità penali, perseguono invece fini politici o di vendette personali. Stavolta nessuno ha ammonito di aspettare la conclusione delle indagini e di rispettare l’indipendenza della magistratura. Solo il dottor Di Pietro, forse per spirito di squadra, ha aggiunto alla solidarietà per il collega ministro, l’ammonimento a rispettare i magistrati ed aspettare lo svolgimento delle indagini. Lo stesso ministro Mastella, nel suo discorso che annunciava le dimissioni dalla sua carica, ha parlato di ambienti estremisti della magistratura. Alcuni Italiani si chiedono: ma non è possibile che i magistrati abbiano ragione? Ma poiché la solidarietà al ministro e la contrarietà ai magistrati è stata unanime nell’ambiente dei politici (anche avversari), molti cittadini di questo paese, si sono già convinti che la magistratura è una associazione per delinquere e persegue fini malavitosi e persino eversivi. Pertanto sarebbe meglio licenziare i magistrati e chiudere i tribunali. Si otterrebbe così il doppio benefico risultato di liberarsi di associazioni a delinquere, potenzialmente eversive e nel contempo quello di risparmiare un bel po’ di denaro. Per fare ciò bisogna riscrivere le parti della costituzione della nostra Repubblica dove taluni compiti vengono incredibilmente e maldestramente attribuiti ai magistrati. In alternativa si potrebbe votare, a larghissima maggioranza parlamentare, una legge con il seguenti quattro articoli: vi invitiamo a visitare il sito www.angeloaquilino.it |
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17/01/2008
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Angelo Aquilino
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