partito democratico                                      della sardegna
La radioattività non finisce mai
(Un breve promemoria per i fanatici dell’energia nucleare)

     L’energia nucleare viene prodotta con l’uso di materiali a base di Uranio o un suo derivato che si chiama Plutonio. Entrambi fortemente radioattivi.
     Si sente parlare della vita media di un materiale radioattivo. La radioattività consiste nell’emissione, da parte di questi materiali, di particelle (raggi beta con carica elettrica negativa, raggi alfa con carica elettrica positiva, neutroni senza carica), oppure di onde elettromagnetiche più potenti dei raggi X. Tutte queste emissioni interferiscono pesantemente con le cellule degli esseri viventi (sistema immunitario) e persino con il materiale genetico (DNA, cromosomi ecc.). Gli effetti sono molto spesso mortali e non si limitano ai soggetti colpiti. L’alterazione del corredo genetico, infatti porta ad alterazioni anche delle future generazioni.
     La vita media di un materiale radioattivo è il tempo occorrente alla riduzione dell’intensità radioattiva al 50% di quella iniziale. Per illustrare il concetto facciamo l’esempio dello iodio radioattivo che si usa per le misure di scintigrafia nella tiroide. Ha una vita media di 30 minuti. Questo significa che occorrono 30 minuti affinché le radiazioni emesse si riducono a metà ed altri 30 minuti a metà della metà (un quarto) ed ancora 30 minuti ad un ottavo e così via. Gli Italiani che hanno frequentato il liceo classico faranno bene a ricordare il paradosso di Achille e la tartaruga per capire che in teoria la radioattività dura in eterno anche se nel caso dello iodio radioattivo, basta un giorno per eliminare il pericolo per la salute.
     Purtroppo i materiali (già detti) che si usano nelle centrali nucleari hanno una vita media dell’ordine di 5.000 anni. Il che significa (ai fini pratici) che gli effetti delle emissioni investono un numero smodato di generazioni future. Basta solo pensare che in un secolo ci sono circa 5 generazioni mentre occorrono 5.000 anni (1000 generazioni) per dimezzare le radiazioni iniziali ed altri 5.000 anni (altre 1000 generazioni) per ridurle ad un quarto e così via.
     Il cosiddetto smaltimento delle scorie significa solo seppellimento delle medesime con materiali che non si lasciano attraversare dalle radiazioni ad esempio piombo, oppure la dispersione estrema del materiale radioattivo in uno spazio assai esteso. In definitiva quella dell’energia nucleare è una scommessa dove la posta è il futuro della vita su questo pianeta. Il bello è che gli stessi che chiedono la moratoria dell’aborto, non hanno niente da opporre alla ripresa delle costruzioni delle centrali nucleari.
     Se l’aborto è un omicidio si può dire che gli omicidi all’ingrosso impressionano molto di meno di quelli al minuto.


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06/03/2008     -     Angelo Aquilino

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