partito democratico                                      della sardegna
Nessuno è profeta in patria …

Per la seconda volta un governo Prodi è caduto sfiduciato da un ramo del nostro parlamento e cacciato come una serva ladra. Per la seconda volta autorevoli organismi politici ed economici internazionali scendono in campo per lodarne la competenza e l’efficacia. Il commissario dell’Unione Europea Almunia invoca la continuazione dell’azione della politica del governo la cui caduta è stata accolta nel  Senato italiana con urla di gioia (come allo stadio per un goal della squadra del cuore) e brindisi da taverna di infima categoria. Sembrerebbe a leggere l’articolo di cui è riportato link  qui sotto:

Conti pubblici, interviene Almunia
"Avanti con politica di Padoa-Schioppa"

che nei due anni scarsi Prodi e Padoa Schioppa siano riusciti a neutralizzare la procedura punitiva messa in atto nel 2005 dall’U.E. nei nostri confronti per deficit eccessivo. Tale neutralizzazione è avvenuta rientrando nei parametri di stabilità calpestati, con grande non chalance,  dai due grandi economisti Berlusconi e Tremonti. Gli Italiani hanno ormai capito che fare cadere un governo è facile (basta far entrare in azione Calderoli ed altri specialisti in porcate), più difficile è governare correttamente e con efficacia. Bisogna ad esempio:

·       non avere interessi economici personali in contrasto con quelli dello stato

·       non fare leggi ad hoc per favorire i propri interessi privati ai danni di quelli statali,in modo da essere assolto dal reato di falso in bilancio.

·       circondarsi di collaboratori capaci invece di reclutare da ogni parte il meglio del leccaculismo italico

Giova tenere presente  che ognuno di questi punti è fuori dalla capacità operativa di Berlusconi e pertanto non ci sarà mai nessun Almunia che invocherà la continuazione della politica di Berlusconi-Tremonti.

La caduta di Prodi e del suo governo viene vista come un danno per l’Italia solo all’estero. Qui viene festeggiata con mortadella e spumante. Niente di nuovo rispetto a ciò che già sapevano gli antichi Romani : Nemo profeta in patria.
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31/01/2008     -     Angelo Aquilino

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