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Molte ottime persone, in Italia, lamentano un deficit di cultura liberale per il fatto che le molte critiche e prese di posizione di studenti e professori dell’università di Roma, abbiano convinto il papa Benedetto XVI a rinunciare alla visita già programmata nel maggiore ateneo italiano. È pur vero che, in democrazia, non si può negare a nessuno di dire la sua. È pur vero che la tolleranza è l’essenza della democrazia. Quindi appare sensata la presa di posizione di coloro che non hanno condiviso l’operato di chi si è opposto alla presenza del papa all’Università. E tra questi ci sono le più alte cariche dello Stato a partire dal Presidente della Repubblica. Tuttavia, bisogna anche tenere presente che i due ultimi pontefici, quello polacco ed adesso quello tedesco, non hanno lesinato interventi personali o tramite i vescovi, nella vita politica e parlamentare di questo paese. La gerarchia cattolica entra nel merito delle leggi dello Stato e cerca di condizionare le coscienze di deputati e senatori per indirizzarne il voto (basti osservare il voto di sfiducia della senatrice Binetti contro il governo Prodi). Il papa tedesco quando era cardinale, ha addirittura difeso l’indifendibile comportamento del tribunale dell’inquisizione del seicento nei confronti di Galileo. Molti ne hanno abbastanza di questo comportamento. Nell’ambiente scientifico, poi, sotto la spinta del pensiero di Popper, una nozione è verità scientifica solo se è falsificabile e naturalmente la verità non si può raggiungere anzi consiste in una ricerca mai conclusa. In questi ambienti esiste un vero e proprio rifiuto di ascoltare persone che hanno la verità assoluta (rivelata) e che riescono a dire quali sono le ricerche lecite e quelle illecite. Visti i trascorsi, le nefandezze e l’assenza di tolleranza di cui la chiesa cattolica si è macchiata nei secoli passati, bisognerebbe forse che lezioni su questa virtù fossero affidate ad altri soggetti. Ad esempio…..… Alla fine professori e studenti dell’Università di Roma non hanno creato l’indice dei libri proibiti dove schiaffare, ad esempio, le opere del cardinale Ratzinger mentre quest’ultimo continua a tenere nell’elenco proibito le opere di un grandissimo scienziato come Darwin. Forse molti sono solo stufi di verità rivelate e rintengono che sia eccessiva ed assurda la risonanza mediatica a tutto ciò che dice o fa il papa ed hanno solo deciso che la misura è colma. |
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28/01/2008
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Angelo Aquilino
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