| partito democratico della sardegna |
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Egregio Giovanni Corrao, leggo con stupore l'articolo che Lei ha scritto, e che riporto per maggiore chiarezza di chi ci legge corredato del link internet relativo al sito del Partito Democratico della Sardegna. Innanzi tutto mi corre l'obbligo di fugare ogni Suo ragionevole dubbio, già che le azioni legali da me intraprese contro il Movimento Repubblicani Europei, sono volte alla rivendicazione dei miei diritti di lavoratore e per il riconoscimento, non solo economico, del lavoro svolto; fatti che, per nessun motivo, possono essere oggetto di una strumentalizzazione politica da parte di soggetti terzi. Sulla natura e qualità del rapporto di lavoro che il sottoscritto ha intrattenuto con il Movimento Repubblicani Europei per ben 21 mesi, sarà comunque il Magistrato del lavoro che dovrà esprimersi e non certo chi, come Lei, non è ha conoscenza della realtà dei fatti e della copiosissima documentazione che compone le oltre 600 pagine del ricorso presentato al Tribunale del Lavoro. Sul diritto di cronaca che la stampa esercita e che Lei sembrerebbe criticare, ritengo invece che sia bene che la stampa adempia al suo ruolo di informazione con piena libertà, tanto più perchè diritto fondamentale sancito dall'art.21 della nostra Carta Costituzionale, affinchè ognuno possa formarsi una propria libera opinione sui fatti, soprattutto quando si tratta di diritti delle persone e del lavoro. Detto ciò mi preme anche confermare che, per quanto riguarda l'emissione della tessera del MRE a mio nome per l'anno 2006, questa è stata contestata nelle sedi opportune e, con diverse comunicazioni, ho sempre dichiarato di non averla mai richiesta né verbalmente, come erroneamente sostenuto dal MRE, né compilando i relativi moduli di iscrizione come invece previsto dallo Statuto del partito, eppure la tessera di iscrizione al MRE, a me intestata, mi è stata recapitata ed è firmata proprio dall'On. Luciana Sbarbati. Cordiali saluti
Francesco Alberto Comellini
Riportiamo per comodità l'articolo scritto da Giovanni Corrao, a cui fa riferimento il sig. Comellini. E' da tempo che il prof. Aquilino, Angelo per gli amici, mi segnala distorsioni fastidiose delle notizie sulla stampa locale. Per la verità lui afferma che "l’informazione in Sardegna è vergognosamente faziosa e girata tutta dalla parte del centro-destra", ed è certo anche di aver individuato nomi e cognomi dei "responsabili" di questa mala informazione. Aggiunge inoltre che "il controllo dei mezzi di comunicazione di massa viene usato dal centrodestra in modo francamente becero tanto che il Presidente della Regione Sardegna, dottor Renato Soru, che guida una Giunta di centrosinistra, non riesce a farsi intervistare neppure per comunicazioni istituzionali, ed è attaccato continuamente con modi scorretti che a volte sconfinano nell’inciviltà". Il riferimento è soprattutto all'Unione sarda ed alla emittente Videolina.
Noi siamo sempre stati restii ad avviare una guerra fra colleghi, ma nostro malgrado siamo costretti a far rilevare il fatto che da quando l'ex "Giornale di Sardegna" di Nicola Grauso è diventato "Il Sardegna" di Marcello Dell'Utri, fedelissimo del leader del centrodestra, qualcosa sta lentamente cambiando all'interno della pubblicazione. Tanto da convincere anche noi che l'acquisto della testata da parte del centrodestra, che viene distribuita gratuitamente in tutta Italia da parte della "E Polis", possa avere lo scopo di modificare l'oggettività dei pensieri personali di ognuno di noi.Da quando sono state rese note le liste elettorali del Pd in Sardegna, stiamo assistendo all'attacco mirato all'europarlamentare Luciana Sbarbati, rea ora di non aver pagato a sufficienza per un anno e mezzo un giornalista, poi di aver accettato due tesserati con procedura anomala nella sezione di Roma del Movimento repubblicani europei. I fatti contestati, ancora da appurare, si commentano da soli. E potremmo chiudere qui il ragionamento se non avessimo avuto la curiosità di approfondire la conoscenza telematica di Marcello Dell'Utri sul sito Wikipedia.org. Così facendo ci siamo resi conto che le accuse ispirate da quel siciliano tutt'altro che limpido possono essere considerate dei veri e propri complimenti.
Giovanni Corrao
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16/03/2008
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Francesco Alberto Comellini
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