partito democratico                                      della sardegna
L’effetto palloncino

     Il Partito democratico di Veltroni ha dato un inedito ed imprevisto impulso di cambiamento alla politica italiana, anche senza quella nuova legge elettorale da tutti auspicata, ma da molti temuta. La scelta del Pd di candidarsi da solo, senza alleanze prima e soprattutto dopo le elezioni, ha creato quello che potremmo chiamare l’effetto palloncino il quale, dopo essere stato legato per ore al polso del bambino, ad un certo punto rompe gli indugi e parte a razzo verso l’infinito, sprigionando finalmente tutta l’energia contenuta al suo interno.
     Solo gli elettori possono sapere quanto il Pd potrà andare avanti, mentre si delinea sempre più netta l’impressione che Berlusconi, partito in vantaggio, stia lentamente perdendo terreno, e che la sua scontata vittoria non sia più a portata di mano come si credeva. Sarà un bel match, appassionante e coinvolgente, mentre è in corso una campagna elettorale che, come per tradizione, è fatta di poche novità, ma di programmi ambiziosi e di speranze. Ci auguriamo di non essere ancora una volta inutilmente bombardati, da una parte e dall’altra, dalle solite promesse irrealizzabili ed irrealizzate. A noi piacciono i fatti e la concretezza, anche quando non rispondono alle speranze insite in ognuno di noi.
      Veltroni ci crede. Ha preso la sfida seriamente, con coraggio, aprendo alla gente, al vero rinnovamento, all’innovazione degli stantii schemi delle alleanze improduttive, tanto da essere riuscito a scardinare la Cdl, l’alleanza di centrodestra che bene o male aveva retto per molti anni, ed anche durante i governi Berlusconi tra il 2001 ed il 2006. Politicamente per il Pd l’azzardo di presentarsi da solo è evidente. Ottenere in solitudine una maggioranza in grado di varare il governo del paese appare un’impresa rischiosa, al limite dell’incoscienza. Ma concordiamo con Veltroni: come prima non si poteva più andare avanti; le alleanze improduttive tenevano il paese in una situazione di impasse non più sopportabile.
     Dall’altro lato le cose non vanno per nulla bene. Quella che sembrava una vittoria facile facile da parte del centrodestra sta virando verso una strategia dalle scelte sbagliate. L’improvvisa annessione del partito di Fini (non è un modo di dire!) al Popolo delle libertà ha creato incredulità nel mondo politico. L’asse del Pdl si sposta improvvisamente verso destra lasciando completamente scoperto l’altro lato dello schieramento. Militarmente parlando si è trattato di una tattica suicida, perché in Italia spesso si vota “contro” qualcuno piuttosto che “per” qualcuno, ed in molti non hanno né dimenticato né ancora digerito il ventennio fascista. Poi lascia interdetti lo sganciamento dell’Udc dalla nuova formazione berlusconiana: forse il vero ostacolo è stata la candidatura di Cuffaro al parlamento. In queste condizioni anche il dissolto centrodestra avrà problemi per raggiungere il fatidico cinquanta per cento di deputati e senatori. Crediamo che Berlusconi abbia commesso un grave errore ad unirsi a Fini: un passo che non fece mai la Democrazia cristiana neanche quando dovette sottostare al ricatto craxiano. Ed il non aver saputo coinvolgere Casini è la mossa che può fargli perdere le elezioni.
     Il Pd, sganciandosi per propria scelta dalla sinistra radicale e rinunciando ad alleanze elettorali con i partitini di centrosinistra, con la sola annessione dell’Italia dei valori, una sorta di certificato di garanzia di onestà e moralità, ha spostato la propria collocazione verso il centro dello schieramento politico, accavallando la propria area di influenza a quella dei partiti cosiddetti di centro, Udeur, Udc, Rosa bianca e Liberaldemocratici.
     I partiti di centro rischiano di essere schiacciati dalla supremazia dei due partiti forti e catalizzatori di voti, Pd e Pdl, in quanto gli elettori, alla fine, saranno consapevoli che la battaglia vera si svolgerà tra quelle due forze, guidate da Veltroni e da Berlusconi. Dall’altro lato le destre cercheranno di intercettare i voti degli scontenti, mentre non possiamo che essere allibiti davanti alla decisione repentina di Fini di sottoporre il proprio partito (o ex?) ad eutanasia unilaterale equivoca, senza neanche aver convocato gli organismi per ratificare le “sue” decisioni: in queste condizioni diventa difficile sostenere che abbiano messo da parte l’ideologia fascista. Resta poi da scoprire se sarà vero che in autunno An si scioglierà realmente o, a risultato elettorale negativo, troveranno il modo di rimangiarsi la parola. Non è la prima volta che accade.
     La Sinistra arcobaleno sembra sempre più una formazione autoreferenziale, intenta solo a reiterare i propri proclami demagogici senza mai chiarire “come” essi si possano poi realizzare. Solo producendo di più si potrà dare ai più bisognosi: tagliare le gambe alla produzione, assorbendone le energie, produce il rallentamento complessivo del sistema e l’impoverimento globale del paese. In un sistema capitalistico l’uguaglianza economica non è realizzabile, mentre è attuabile l’eguaglianza dei diritti e delle opportunità.
     La partita in gioco è quanto mai aperta. Si rischia, ad elezioni effettuate, di non aver la possibilità di poter mettere in piedi un governo con una solida maggioranza, salvo rimescolamenti ed inciuci post-elettorali. Si è avuta troppa fretta nel ricorrere alle elezioni, e le invocazioni di Veltroni per andare alle urne con regole nuove è stata purtroppo interpretata come dimostrazione di debolezza. Ma l’impostazione audace del Pd sta incuriosendo e toccando nuovi soggetti della società civile che non si erano mai avvicinati alla politica, e sta sprigionando nuove energie, pulite e fresche, tra il gentil sesso e fra i giovani. I giochi sono più che mai aperti.
     Resta sullo sfondo lo sganciamento dell'Udc dal centrodestra, che secondo le previsioni di Casini potrebbe diventare l'ago della bilancia necessario per qualsiasi governo si voglia formare. Dunque, come avevamo previsto nell'articolo Lo spariglio dello scorso dicembre, si aprono nuovi scenari per questa forza. Peccato che ancora portino avanti la difesa di personaggi non in linea con il nostro senso etico.
     Ma se dovessero cambiare indirizzo politico ... chi lo sa!

19/02/2008     -     Giovanni Corrao

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