| partito democratico della sardegna |
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Legislature regionali sprecate. Ieri quella a maggioranza centrodestra, ora questa a maggioranza centrosinistra. Non sono state esperienze fotocopia, ma entrambe hanno mancato l’obiettivo della ripresa dello sviluppo e della revisione dello Statuto. La Sardegna, perciò, continua a stare in bilico tra sviluppo e declino, tra democrazia e autoritarismo. La preoccupazione prevalente dei partiti sembra ormai essere quella elettorale, in vista della scadenza del 2009. Così il centrosinistra punta ad un mero ricompattamento di facciata agitando il pericolo di un ritorno del centrodestra, e questo punta sulle responsabilità e difficoltà del centrosinistra per nascondere le proprie. E’, invece, necessario utilizzare l’ultimo anno della legislatura per avviare un mutamento di rotta e creare alcune premesse al buon esito della prossima. Entrambi gli schieramenti, pur nella distinzione dei ruoli, dovrebbero operare in questo senso. Cominciando a metter mano, ad esempio, alla moralizzazione della vita pubblica. Sappiamo tutti che lo sviluppo di una regione come la nostra dipende principalmente dalla capacità della sua classe dirigente di fare sistema. Questione complessa, che richiede strategie condivise e dotate di buone gambe istituzionali, amministrazioni efficienti, partecipazione sociale e partiti in grado di fare cultura politica. Ma se nel sistema regionale, già di per sé debole, continuano ad annidarsi e vegetare sacche di parassitismo e gruppi di potere di tipo mafioso, tutto diventa più difficile. Cagliari stenta a svolgere il ruolo di motore dello sviluppo dell’isola proprio perché soffre anche di questo male, tollerato sia dall’amministrazione regionale sia da quella comunale. E’ tempo che i responsabili delle istituzioni, delle amministrazioni pubbliche (comprese quelle statali) e dei partiti si facciano carico del problema. Non è più tollerabile, ad esempio, che nella pubblica amministrazione il criterio della fedeltà al padrone politico di turno prevalga su quello della professionalità e autonomia operativa. Così come bisogna smetterla di fare ostracismo agli imprenditori che rifiutano la “protezione politica”. A Cagliari, fare impresa senza protezione sta diventando un’attività economica estrema, rischiosa e disseminata d’insidie. Fare impresa con rete di protezione, d’altro canto, non crea sviluppo. Ecco perché il tema della moralizzazione della vita pubblica deve assumere carattere prioritario anche e soprattutto nella lotta contro l’emergenza sociale e nel dibattito sulla revisione dello Statuto speciale. |
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14/01/2007
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Andrea Raggio
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