| partito democratico della sardegna |
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"Chi offende o descrive qualcuno non conoscendolo personalmente, non offende lo sconosciuto, ma i fantasmi che aleggiano nel proprio cervello, cioè se stesso". Mi chiedo perchè, spesso, si debba dare retta più ad una idealizzazione che alla realtà perchè questa è sconosciuta, pensare che Renato Soru abbia "usato" la vicenda dei rifiuti campani per un proprio tornaconto di immagine, o peggio, come vergognosamente sibillato fra il volgo, fra il populino populista, per tornaconto personale da intascare in cambio della solidarietà ha dell'ignomignoso, del beceramente falso, ed infatti nessuno lo potrà mai provare, mentre ben altri fatti e misfatti di altri sono "scivolati" sotto il naso di tutti senza che nessuno fiatasse (troppa puzza?). In questo Pd sardo si stanno affrontando, dal 14 ottobre scorso, due modi di fare politica, due modi che si dividono poi in tre blocchi che si distinguono solo nel nome e/o nella provenienza politica, che fanno capo a persone e fatti che vorremmo fossero già da un po' Storia, passato. Dall'altra una corrente, che fa capo a Soru non perchè è il più bello, non perchè è il più bravo, non perchè ci ha promesso un posto di lavoro o soldi a palate, non perchè ci ricatta o ci soggioga, ma soltanto perchè è l'unico che fa quello che dice e quello che fa lo fa davanti a tutti, perchè è l'unico che ha il coraggio di mettersi contro apparati che sino ad oggi nessuno aveva osato sfidare, tutti servimuti. E' l'unico veramente temuto dagli avversari perchè ha una forza che loro non avranno mai, la forza della ragione, delle scelte proiettate al bene comune, all'interesse comune. Mi dispiace vedere persone che cadono nella rete disegnata per catturare coscienze anche giustamente irritate, giustamente indignate, ma che disegna a queste coscienze il bersaglio che vuole, lo spauracchio creato nelle nostre menti, cioè noi stessi in fondo. A menzur bidere. |
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12/02/2008
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Gavino Ricci
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