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Finanziaria, soddisfazione del centro-sinistra per l’approvazione in Consiglio
 
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Cagliari, 31 marzo 2016 – “Una manovra importante e non al ribasso, senza nuove tasse, che premia il lavoro di squadra fra Giunta, commissione Bilancio e Consiglio e rilancia le grandi riforme come Enti locali e Sanità”.

Lo ha dichiarato il capo gruppo del Pd Pietro Cocco, aprendo la conferenza stampa del centro sinistra sulla manovra finanziaria approvata ieri dal Consiglio regionale.

Fra i punti più qualificanti della manovra Cocco ha sottolineato “il mantenimento delle risorse destinate alla spesa sociale, che in Sardegna ha una storia positiva che ci pone all’avanguardia in campo nazionale, e quelle assegnate alle politiche del lavoro (218 milioni) caratterizzate dalla grande attenzione alle situazioni più fragili come quelle dei lavoratori in utilizzo e dei cantieri verdi”.

Dalla finanziaria, ha concluso il capogruppo del Pd, “arriva anche una forte spinta per le riforme; da martedì prossimo affronteremo in un vertice di maggioranza i problemi della nuova rete ospedaliera e del ruolo delle diverse aziende sui territori”.

Il presidente della commissione Bilancio Franco Sabatini ha messo l’accento in apertura sull’azione incisiva della commissione e del Consiglio nella costruzione della manovra, ricordando che, rispetto alla proposta originaria della Giunta, “sono state movimentare risorse per circa 130 milioni”. Sabatini ha poi definito la manovra “equilibrata e capace di dare risposte alle principali emergenze, a cominciare da quelle collegate ai posti di lavoro”. Soffermandosi sullo stato dei conti della Regione, il presidente della commissione Bilancio ha affermato che “l’introduzione del bilancio armonizzato rende lo stesso bilancio più vero, più chiaro e più serio, dove gli stanziamenti corrispondono al centesimo alle spese reali di ogni settore, superando la logica delle promesse virtuali ed obbligando in qualche modo la politica a fare presto e bene”.

C’è però un rischio, ha avvertito Sabatini, “quello che i fondi europei, per definizione aggiuntivi, diventino sostitutivi in un quadro sempre più rigido in cui gli accantonamenti sono troppo pesanti per la Sardegna (680 milioni) ed hanno sostanzialmente azzerato il differenziale positivo (per circa 1 miliardo) che si era realizzato dopo la riforma dell’art.8 dello Statuto”.  Di qui, ha concluso, la necessità di fare una scelta: “o gli accantonamenti vengono assegnati alla Regione con modalità che si possono definire, oppure occorre rinegoziare con lo Stato l’applicazione della parte dello Statuto sulle entrate”.

Espressioni soddisfatte sono arrivate anche dagli alleati del centro sinistra: Per Roberto Desini, capogruppo di SdL, si tratta di una finanziaria equilibrata, ma anche “reale, avanzata in campo sociale ed attenta ai territori”. Paolo Zedda, dei Rossomori, ha detto che “dalla finanziaria arrivano segnali chiari e concreti per la crescita, in termini di aumento del pil e dei posti di lavoro, che permetteranno alla Sardegna di uscire da una lunga e difficile crisi”. A nome del gruppo Misto, il consigliere Fabrizio Anedda ha messo in evidenza che “la finanziaria è indubbiamente appesantita dal volume elevatissimo delle spese correnti, una ragione in più per puntare sul nostro tessuto imprenditoriale, renderlo competitivo moderno ed europeo”.Il capogruppo di Cps Pierfranco Zanchetta ha auspicato “il presidente Pigliaru a non abbassare la guardia sulle vicende che riguardano il possibile trasferimento del G7 in Sicilia e comunque il ruolo dello Stato nella tutela delle opere realizzate a La Maddalena in occasione del vertice del 2009, poi trasferito a L’Aquila”.Il presidente della commissione Sanità Raimondo Perra, infine, ha espresso soddisfazione “per il buon lavoro svolto dalla commissione in un contesto difficile che ha portato al mantenimento dei livelli di assistenza e, nella spesa sociale, ad uno stanziamento superiore a quello della finanziaria precedente”.

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