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Trasporti: senatori Pd, ex Tirrenia? Molte cose da chiarire
 
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Tirrenia nave

– “La nuova amministrazione della ex Tirrenia ha risposto ad alcune domande ma restano molte aree grigie da chiarire, sia per ciò che riguarda il recente passato che per il prossimo futuro”. Così i senatori Pd Marco Filippi e Silvio Lai dopo l’audizione informale della nuova amministrazione della ex Tirrenia in commissione Trasporti di Palazzo Madama. “L’operazione di privatizzazione della Tirrenia non ci ha mai convinto – dichiara Filippi, capogruppo Pd in commissione Trasporti – perché non sono stati messi sullo stesso piano gli interessi di tutti i soggetti coinvolti come si può evidenziare dalle denunce che ogni anno sono numerosissime e riguardano eccessi tariffari. Inoltre siamo stati e siamo nettamente contrari ad ogni forma di concentrazione che impedisca al mercato di funzionare, o alle istituzioni di porre in campo un adeguato controllo e regolazione”. “Rispetto alla Sardegna – spiega Lai – prendiamo atto della conferma della sede legale e amministrativa della società sull’ isola e della certezza dell’occupazione per i lavoratori appena assunti lì, tuttavia occorre estendere l’attenzione sul piano industriale e sulle prospettive imprenditoriali che hanno consentito di ottenere il finanziamento dalle banche per la liquidazione dei precedenti soci. Restano ancora molte questioni da verificare perché la continuità marittima sia adeguata sia ai diritti dei cittadini italiani che alla competitività dell’ economia turistica dell’isola così duramente provata da questi anni di caro tariffe”. “Dobbiamo continuare ad approfondire le questioni aperte e verificare le proposte che a settembre l’azienda farà al governo sulla revisione annuale della convenzione con lo Stato. Siamo al terzo anno di una convenzione di sette anni – hanno concluso Filippi e Lai – e dobbiamo certamente intervenire per vigilare ma guardare ad un nuovo modello più funzionale e con certezze sulle tariffe massime che oggi per tre mesi l’anno sono lasciate libere e creano sospetti e proteste. E probabilmente è tempo di lavorare ad una nuova legislazione sulla continuità marittima che impedisca concentrazioni, cartelli o la tentazione di minare quella base il diritto alla mobilità degli italiani”.(ANSA)

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